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Casa e bonus, dal 1998 sedici milioni di interventi Casa e bonus, dal 1998 sedici milioni di interventi

«Lo strumento è stato utile ed è utile, c'è un saldo positivo per lo Stato di diversi miliardi ed è ovvio che lo Stato ci guadagni». Così si è espresso il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, nell'audizione sugli «ecobonus» in commissione Ambiente e Lavori pubblici alla Camera.

Per la conferma dei benefici fiscali in essere «non dovrebbero esserci dubbi ma non bisogna complicarli, perché la crisi dell'edilizia è ancora profonda»

«Non ci dovrebbero essere dubbi - ha aggiunto - non solo a confermare queste misure ma renderle più stabili». Delrio ha precisato che è necessario «fare attenzione a non complicare lo strumento, perché la crisi dell'edilizia è ancora profonda e il grosso degli investimenti (relativi alle agevolazioni) è con manutenzione straordinaria». Quanto ai «risultati» storici delle diverse agevolazioni fiscali concesse alle ristrutturazioni edilizie, il ministro ha fatto rilevare che «dal '98 al 2017 si stimano 16 milioni di interventi, il 62% delle famiglie italiane ha utilizzato questo strumento, largamente democratico, facile da usare, con un saldo complessivo delle misure di incentivazioni fiscali che è di 264 miliardi complessivamente, 230 circa di ristrutturazione edilizia per il resto per la riqualificazione energetica».

Quanto al saldo, per lo Stato, «si stima positivo per 8,8 miliardi di euro, ma considerando la valorizzazione, l'abbattimento di Co2 - ha sottolineato - l'effetto positivo è molto maggiore». Oltre alla stabilizzazione dell'agevolazione l'altro obiettivo di sistema, ha anticipato il ministro, «è quello di qualificare i risultati graduando il beneficio premiando chi fa di più».

Più in generale vanno «aumentate la chiarezza e il coordinamento delle opere ammissibili alle detrazione, incentivando molto il lavoro sul condominio» che, ha auspicato, non deve diventare «un campo di battaglia». In questo senso «bisogna fare in modo che possa partecipare ai lavori anche chi non ha reddito da detrarre, coinvolgendo sempre più gli istituti finanziari» sul terreno della relative cessione.

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